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Arrivano i migranti: la Genova solidale e la Chiesa preparano l’accoglienza…

Il pattugliatore della Marina Militare ‘Cigala Fulgosi’ ha attraccato con a bordo un centinaio di migranti salvati al largo della Libia.

Tanto odio nei loro confronti ma anche tanta solidarietà. C’è chi avrebbe preferito affogassero in mare e chi è contento che loro siano vivi.
Tra questi ultimi i ‘camalli’, i lavoratori del porto genovese che hanno esposto uno striscione di benvenuto ai rifugiati e la Chiesa che sotto impulso della Cei e grazie alla spinta di Papa Bergoglio ogni giorno dà sempre più prova di fare gesti concreti di solidarietà.
“Queste persone hanno bisogno di fermarsi, di capire, bisogna dare un segnale chiaro di accoglienza. Che sia a Genova o da qualche altra parte noi siamo qui per dire che Genova manifesta costantemente, pur col suo carattere chiuso, questa solidarietà che viene dal mare.

Noi siamo marittimi. Noi le persone non le lasciamo nell’acqua“. Lo ha detto don Martino, responsabile dell’ufficio Migrantes della curia genovese arrivando sottobordo al pattugliatore Cigala Fulgosi che ha portato a Genova i cento profughi salvati al largo della Libia “Il campus di Coronata ha dato disponibilità all’accoglienza – ha detto riferendosi al campus per rifugiati allestito sulle alture di Genova – e quando ho chiesto ai parrocchiani su Whatsapp se fossero stati disposti ad accogliere qualche donna con bambini, ho avuto una valanga di sì”.


Lo sbarco dalla nave
“Ci sarà un primo controllo sanitario da parte dei medici per le malattie infettive, dopodiché salirà a bordo la Polizia di Stato per alcune indagini e, nel giro di 2 o 3 ore, a gruppi di 20 verranno fatti scendere, prima donne incinte, poi bambini, poi i feriti, poi tutti gli altri”.
Lo ha detto ai giornalisti Sergio Gambino, consigliere delegato alla Protezione Civile del comune di Genova, questa mattina a Calata Bettolo nel porto del capoluogo ligure dove è arrivata la nave della Marina Militare ‘Cigala Fulgosi’ con a bordo un centinaio di migranti salvati al largo della Libia.

Verranno fatte le visite mediche – ha aggiunto Gambino – chi ne ha necessità verrà portato in ospedale. In serata dovrebbe concludersi tutto. Ci sono 23 minori, di questi ce ne sono di non accompagnati: è una delle indagini che deve essere fatta dalla polizia. Da indicazioni del Viminale, pare che i non accompagnati resteranno a Genova”. Sul molo di Calata Bettolo è stata allestita una tensostruttura della croce rossa. “Ci sono le tende per le visite mediche – ha aggiunto Gambino – per l’identificazione e quelle dove far stare le persone in attesa dei pullman. Siamo, tra polizia di stato, personale sanitario, protezione civile e pubbliche assistenze, 140 persone”

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