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Bambini in carcere con le madri: liberi solo a sei anni

Le associazioni chiedono urgenti correzioni alla legge che permette ai bambini di restare in carcere con le mamme fino a 6 anni d’età. L’accesso alle case famiglia protette è troppo limitato, mentre gli istituti a custodia attenuata sono troppo usati. E a rimetterci sono i bambini, privati della libertà nel loro percorso di crescita

di Laura Fazzini

Diverse associazioni che si occupano di carcere domandano di cambiare la legge 62 del 2011: nata con l’intenzione di far uscire i bambini dagli Istituti di pena femminili promuovendo sei Istituti a custodia attenuata per madri (Icam), la norma ha finito per raddoppiare la carcerazione dei più piccoli, che possono stare in queste strutture fino a 6 anni d’età, contro i 3 previsti in precedenza.

La legge 62 del 2011, infatti, sostituiva alcuni articoli del codice penitenziario e del codice di procedura penale, dedicati alla vita intramuraria delle madri e dei figli. Lo scopo era quello di spingere per gli arresti domiciliari e la creazione di case famiglia protette, dove alloggiare le detenute con figli e vedere il carcere come estrema ratio. Una legge voluta anche da alcune associazioni del terzo settore.

Bambini in carcere fino a 6 anni
Ma nonostante le premesse e i principi che l’hanno positivamente ispirata, la norma sembra contenere alcune storture. Non elimina la carcerazione dei bambini, come detto, perché si fa un ricorso frequente agli Istituti a custodia attenuata per madri, dimenticando che si tratta comunque di una forma di detenzione. E allungando così di fatto l’età fino a 6 anni d’età.

E l’accesso alle case famiglia protette è molto limitato, perché gli oneri di spesa finora non sono stati a carico dallo Stato. «La nostra prima richiesta è quella che sia il ministero della Giustizia a pagare per le casa famiglia», dice a Osservatorio Diritti Gustavo Imbellone, dell’associazione A Roma insieme. Cosa che dovrebbe comunque avvenire già da quest’anno, visto che un emendamento all’ultima legge di bilancio prevede uno stanziamento per il 2021, 2022 e 2023.

Osservatorio Diritti

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