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Bambini, l’avvelenamento da piombo ne ha colpiti 800 milioni al mondo: nel sangue livelli superiori a 5 microgrammi per decilitro

Sono quasi uno su tre. Il rapporto Unicef – Pure Earth “The Toxic Truth”

di Anna Maria De Luca

Mai come ora: l’avvelenamento da piombo ha colpito 800 milioni di bambini al mondo. Quasi uno su tre ha nel sangue livelli di piombo superiori a 5 microgrammi per decilitro, livello per il quale è necessario intervenire. Lo dice Il rapporto, “The Toxuc Truth: Children’s exposure to lead pollution undermines a generation of potential” realizzato dall’Institute of Health Metrics Evaluation (IHME) e verificato con uno studio approvato per la pubblicazione su Environmental HealthPerspectives.

160mila bambini in Italia. Circa la metà di questi bambini vive in Asia Meridionale, ma come stiamo messi nel nostro Paese? ““In Italia – spiega Francesco Samengo, presidente nazionale Unicef – in media sono 160mila862 i bambini e i ragazzi (fino a 19 anni) con livelli medi di piombo nel sangue superiori ai 5 microgrammi per decilitro. 20mila963 hanno livelli medi di piombo nel sangue superiori a 10 microgrammi per decilitro. Lo studio mostra che il piombo è una neurotossina potente che causa danni irreparabili al cervello di un bambino. È particolarmente distruttivo per i bambini molto piccoli e fino ai 5 anni di età e danneggia il loro cervello prima che abbiano l’opportunità che si sviluppi completamente, causando disabilità neurologica, cognitiva e fisica” –

Aumentano i problemi di salute mentale. Secondo il rapporto, l’esposizione dei bambini al piombo è correlata anche a problemi di salute mentale e comportamentali e a un incremento del crimine e della violenza. I bambini più grandi soffrono di conseguenze gravi, compreso un rischio più alto di danni ai reni e malattie cardiovascolari nel corso della vita.

Quanto ci costa. L’esposizione dei bambini al piombo è stata stimata costare nei paesi a basso e medio reddito circa 1 trilione di dollari a causa della perdita economica potenziale di questi bambini nel corso della vita.

Le batterie al piombo acido. Più della metà vengono riciclate in modo non conforme agli standard nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’incremento dei veicoli (tre volte superiore rispetto al 2000) è combinato con la mancanza di una regolazione e di infrastrutture per il riciclo delle batterie. I lavoratori rompono casse di batterie aperte, versano acido e polvere di piombo nel terreno e fondono il piombo recuperato in forni grezzi a cielo aperto, con fumi tossici che avvelenano la comunità circostante. Spesso non sono consapevoli che il piombo sia una potente neurotossina e se lo portano a casa, sui vestiti, sulle mani, contaminando inavvertitamente i bambini.

Bambini poveri più a rischio. Mentre i livelli di piombo nel sangue sono diminuiti drasticamente nella maggior parte dei paesi ad alto reddito dall’eliminazione della benzina al piombo e della maggior parte delle vernici a base di piombo, i livelli di piombo nel sangue per i bambini nei paesi a basso e medio reddito sono rimasti elevati e, in molti casi, pericolosamente elevati anche un decennio dopo l’eliminazione globale delle benzine al piombo. Lo si trova nell’acqua, a causa di tubi in piombo, nell’industria estrattiva mineraria, nei pigmenti, e cosi via. Il rapporto presenta cinque casi studio nazionali in cui l’inquinamento da piombo e altri rifiuti tossici di metalli pesanti ha colpito i bambini: Kathgora in Bangladesh; Tblisi in Georgia; Agbogbloshie in Ghana, Pesarean in Indonesia e Morelos State in Messico.

Cosa fare. “I siti contaminati da piombo possono essere bonificati e ripristinati,” dice Richard Fuller, Presidente di Pure Earth. “Le persone possono essere formate sui pericoli del piombo e dotate di maggiori strumenti per proteggere loro stesse e i loro bambini. Il ritorno degli investimenti è enorme: migliore salute, aumento della produttività, quozienti di intelligenza più elevati, minore violenza e un futuro migliore per milioni di bambini sul pianeta”.

Come i Governi possono rispondere all’emergenza. Secondo il rapporto, con un approccio coordinato e concordato: dai sistemi di monitoraggio e reportistica per il test del livello di piombo nel sangue agli interventi educativi e di terapia per gestire meglio gli effetti negativi dell’esposizione al piombo; dalle campagne di educazione pubblica a leggi e politiche ambientali, per un’azione globale e regionale che comprenda la creazione di unità di misura standard globali per verificare i risultati degli interventi di inquinamento su salute pubblica, ambiente e economie locali; la creazione di un registro internazionale di risultati anonimi degli studi sul livello di piombo nel sangue; e la creazione di standard e norme internazionali sul riciclaggio e il trasporto delle batterie al piombo acido usate.

la Repubblica