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In questo anno difficile le buone notizie sui diritti umani 2020

Anche in questo anno orribile che va a chiudersi i movimenti per i diritti umani hanno ottenuto risultati importanti: prigionieri rilasciati dopo aver subito condanne ingiuste, sentenza di morte annullate, provvedimenti liberticidi abrogati e leggi progressiste approvate.

Le “buone notizie” trovano spesso uno spazio inadeguato, nei mezzi d’informazione, rispetto alla loro importanza nel cambiamento della vita di singole persone e di intere comunità. 
Eppure sono state ben 190 nel 2020. Quella che segue è la selezione, assai difficile, delle migliori, una per mese.

Il 7 gennaio il Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite ha stabilito che gli stati devono tenere in considerazione le violazioni dei diritti umani causate dai cambiamenti climatici quando valutano le domande di asilo.

Il 27 febbraio il parlamento del Colorado (Usa) ha votato definitivamente a favore dell’abolizione della pena di morte.

Il 30 marzo il governo della Sierra Leone ha abolito il decreto che impediva alle ragazze incinte di prendere parte alle lezioni e agli esami, “per non influenzare negativamente le altre alunne”.

Il 4 aprile l’avvocato cinese per i diritti umani Wang Quanzhang è stato rimesso in libertà dopo aver trascorso in carcere quattro anni e mezzo per “sovversione dei poteri dello stato”.

Il 27 maggio il tribunale di Messina ha condannato a 20 anni di carcere un guineano e due egiziani per aver torturato, picchiato e lasciato morire migranti trattenuti in un centro di detenzione di Zawiya, in Libia.

Il 9 giugno è stato rilasciato Nabil Rajab, uno dei più importanti difensori dei diritti umani del Bahrein. Stava scontando una condanna a cinque anni di carcere, inflittagli nel 2018, per aver criticato via Twitter l’intervento militare dell’Arabia Saudita nello Yemen.

Dopo tre anni passati tra i tribunali francesi, il 7 luglio l’attivista 76enne Martine Landry è stata definitivamente assolta. Nel luglio 2017 aveva accompagnato dall’Italia due minori guineani affinché venissero presi in carico dai servizi sociali francesi.

Il 30 agosto a seguito di una sentenza del Tribunale civile di Roma sono arrivati via aereo, per presentare domanda di protezione internazionale, cinque richiedenti asilo eritrei che l’Italia aveva illegalmente respinto in Libia nel 2009, dopo averli soccorsi in mare con una nave militare.

L’11 settembre un tribunale di Madrid ha condannato l’ex colonnello ed ex viceministro della Difesa di El Salvador Inocente Montano a 133 anni, quattro mesi e cinque giorni di prigione per l’assassinio di sei sacerdoti gesuiti avvenuto nel 1989.

Il 6 ottobre, dopo due anni e mezzo, un tribunale di Barcellona ha assolto dall’accusa di “incitamento a disordini pubblici” Tamara Carrasco, attivista dei Comitati di difesa della repubblica, gruppi della società civile catalana creati dagli attivisti indipendentisti nel 2017.

Il 16 novembre, dopo un’indagine durata sette mesi, il difensore marocchino dei diritti umani Omar Naji è stato assolto da accuse relative alla gestione governativa della risposta alla pandemia da Covid-19.

Il 17 dicembre, accogliendo le richieste di Amnesty International e dei movimenti per i diritti delle donne, il parlamento della Danimarca ha approvato la legge che stabilisce che il sesso senza consenso è stupro.

Riccardo Noury

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