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Le destinate alla Fossa…

di Nino Fezza

Sepolte vive, questo è il triste destino riservato ai feti di sesso femminile in molti stati indiani.
Le famiglie cercano di disfarsi il prima possibile dei feti di sesso femminile ricorrendo all’aborto selettivo oppure dandole alla luce e seppellendole ancora vive.
Le uccisioni delle neonate avvengono nella maggior parte dei casi tra le fasce più povere della società indiana, tra coloro che vivono nei villaggi e nelle zone rurali.


Le poche madri che decidono di tenere con sé le proprie figlie vengono picchiate o abbandonate dai loro mariti.
Secondo le ricerche condotte dall’attivista indiana Rita Banerji, fondatrice della campagna di sensibilizzazione Fifty Milion Missing, nello spazio di tre generazioni sono state 50 milioni le bambine sterminate per l’unica ragione di essere femmine.
50 milioni è un numero di poco inferiore all’intera popolazione italiana.


La strage silenziosa delle bambine in India affonda le sue radici in una organizzazione sociale di stampo patriarcale, che priva le donne di ogni diritto e che lega il destino di queste ultime all’usanza della dote, che rappresenta ancora oggi la forma più facile di acquisizione del reddito per intere famiglie.
Un paese in cui i maschi sono un bene prezioso e dove mettere al mondo una figlia è considerata da molti una vera e propria maledizione…