Crea sito

Browse By

“Lei non è libero di insultare mio figlio”: la lettera di una madre a Cannata, che i gay li vorrebbe ‘ammazzare’…

Gay Pride

Lorenzina Opezzo, madre di un omosessuale, scrive al consigliere comunale di Vercelli che vorrebbe ammazzare i gay: “questi insulti li tenga per sé, se proprio non può farne a meno”

Si è presentato in consiglio comunale con un Vangelo in mano (imitando il suo Capitano), rifiutandosi di chiedere perdono per quanto aveva scritto su facebook qualche mese fa. Parole tremende che vanno impresse nella memoria, per ricordarsi con che razza di individui abbiamo a che fare quando parliamo della Lega: “E questi schifosi continuano imperterriti. Ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili”.
“Mi riferivo a Bibbiano”. Questa la patetica scusa usata da Giuseppe Cannata, indagato per istigazione alla violenza ma comunque ancora consigliere comunale a Vercelli. Ha ritirato le sue dimissioni, perché ormai ci si sente liberi di fare qualsiasi cosa, di dare sfogo a qualunque istinto ci agguanti le budella, anche il più becero, il più basso, il più disgustoso. E quindi dire “ammazzate tutti i gay” e presentarsi poi con il Vangelo è una cosa che a Cannata appare perfettamente normale. Non una mostruosità, ma un gesto di protesta politica.

Ma una madre non ci sta: Lorenzina Opezzo, 68 anni, ha un figlio omosessuale. E ha scritto una lettera pubblica a Giuseppe Cannata.

“Egregio Dottor Cannata, Lei è naturalmente libero di fare del suo tempo ciò che vuole. E’ anche libero di battersi per chi vuole ma non è libero di insultare”.
‘Merde, feccia’ si può scrivere sul proprio diario personale o dire tra quattro amici al bar; non in un luogo pubblico in cui vivono gay e lesbiche ed i loro genitori”, si legge nella lettera di Opezzo, pubblicata sulla testata online Infovercelli. “Madri e padri di coloro che Lei definisce merde, tra l’altro, appartengono perlopiù a famiglie tradizionali, per usare il termine che lei predilige. Ecco, noi genitori di queste ‘merde’ abbiamo vite normali con i nostri ragazzi. Alti e bassi, feste di famiglia , problemi, insomma tutto ciò che appartiene a tutti. Con la differenza che i nostri ragazzi (e di riflesso anche noi) hanno spesso avuto esperienze difficili, a volte molto dolorose. Alcuni, non così di rado, nel sentirsi messi alla gogna e considerati fallati da gente come lei, non hanno strumenti per reagire e spesso scelgono un’altra soluzione. Le lascio immaginare quale. Forse nella sua carriera di medico non ha mai dovuto constatare la morte di chi ha preferito togliersi la vita piuttosto che dare un dispiacere a qualcuno. Le parole non sono mai leggere neanche quando si è tra amici, sono gravissime se pronunciate da chi ricopre cariche pubbliche o aspira a ricoprirle“.

La mia vita non subirà scossoni per quel che lei scrive – ha concluso la donna – A me, docente in pensione, continuano ad interessare l’umanità e l’animo umano e le auguro di vivere più serenamente la sua età e di confrontarsi spesso con gli altri perché l’umanità di persone diverse da Lei non potrà che arricchirLa“.

Opezzo ha deciso di scrivere a Cannata dopo che il politico si è presentato a un consiglio comunale di metà settembre con un vangelo, rifiutandosi di presentare le dimissioni da vicepresidente nonostante le richieste dell’aula. Cannata è tornato comunque a fare il semplice consigliere e la sua carica è stata conferita a un altro.
Il post del consigliere comunale era arrivato anche alla Procura di Vercelli, che aveva aperto un fascicolo per istigazione a delinquere aggravata dall’uso di strumenti informatici e telematici.

www.globalist.it

Please follow and like us: