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Maria Chindamo, 42 anni, imprenditrice agricola.

di Maria Luigia Alimena

Maria Chindamo, 42 anni, imprenditrice agricola.

Maria era spesso stata ostacolata nei suoi obiettivi imprenditoriali.

Le cosche locali avevano messo gli occhi sui suoi terreni.

Maria aveva resistito.

Un giorno di maggio del 2018 la sua auto viene trovata ancora accesa, sporca di sangue.

Oggi si scopre, attraverso la testimonianza di un pentito, che Maria è stata ammazzata, fatta a pezzi e data in pasto ai maiali.

La violenza e l’efferatezza riservate alle donne che resistono è sempre molto atroce. Non basta ammazzarle, bisogna distruggerle perché niente di loro resti che possa rinascere come solo una donna sa rinascere in altre carni, in altre mani, nella continuità dei loro progetti.

Maria come Agitu. La forza di resistere. Il coraggio di andare avanti.

La mano violenta ed assassina.

Oggi è notizia che Beatrice, 20 anni, si occuperà delle capre di Agitu. La continuità della forza e della fragilità che si manifesta, che raccoglie il testimone e corre, va avanti per altre tappe di vita con in tasca il coraggio della memoria.

Una ragazza che continua con sacrificio il progetto di una donna colorata di speranza, la stessa speranza che colorava Maria e che, da calabrese, mi auguro inondera’ le donne della mia terra.

Mi auguro che il progetto di Maria possa proseguire in suo nome contro ogni mafia, contro ogni violenza.

I progetti delle donne che muoiono non sono solo progetti, sono proiezioni di ribellione, sono atti di rivolta a chi vorrebbe le donne con la testa china ed il silenzio che ne soffoca la voglia di fare.

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