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Mi chiamo Muna El-Kurd, sono nata e cresciuta qui a Gerusalemme.

Di Maria Luigia Alimena

Mi chiamo Muna El-Kurd. Sono nata e cresciuta qui. Ho vissuto tutta la mia vita qui.
Man mano che sono cresciuta, ho sempre temuto di essere sfrattato da casa mia.
Mi chiedevo ogni giorno dove andremo?! Tutta la mia vita è a Gerusalemme, non riesco a immaginare di passare un giorno senza camminare nelle le sue strade.
Quello che avevo temuto è accaduto nel 2009, quando i coloni israeliani hanno preso più di metà della mia casa con il pretesto che era stata costruita senza permesso. Oggi affrontiamo la decisione del tribunale israeliano che ci sfratterà dalla seconda parte della nostra casa, insieme ad altre 11 famiglie!


Ci hanno dato 30 giorni per lasciare le nostre case, ma il nostro avvocato ha presentato ricorso presso il tribunale distrettuale.
Il tribunale dell’occupazione israeliana ha giustificato la sua sentenza in favore delle organizzazioni dei coloni israeliani, dicendo che sono passati più di 30 anni da quando loro hanno reclamato e registrato questa terra.
Ora l’occupazione israeliana vuole costringerci a uscire. La mia casa è qui, la mia terra è qui, e non ce ne andremo”

Oggi Muna è stata posta in arresto dai militari israeliani.
Ha solo 23 anni.

Le sue ultime parole alla famiglia sono state: “non abbiate paura”.

Ho scritto diverse storie di giovani ventenni in questi ultimi giorni.
La parola che ricorre più di frequente nelle loro vite è: coraggio.

In molte parti del mondo stanno crescendo giovani colmi di ideali, quelli che noi, genitori e comunità, stiamo innaffiando di ignara indifferenza.

Siamo davvero degni di un futuro?

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