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Migranti. Alla deriva per settimane, 56 morti sulla rotta per le Canarie

Sulla rotta atlantica oltre 200 persone hanno perso la vita nel 2021. E sulla Libia nuovo allarme Onu.

di Nello Scavo

Stremati, sono morti uno dopo l’altro. In mare per 22 giorni, senza più acqua né cibo, alla deriva sotto al sole e nelle burrasche dell’Oceano Atlantico, il barcone fantasma è stato avvistato da un elicottero spagnolo a circa 500 chilometri dalle isole Canarie. Una motovedetta del “Salvamento maritimo” ha dovuto navigare per un giorno intero prima di raggiungere il vascello di legno su cui hanno trovato solo tre sopravvissuti, privi di forze. Altri 24 non ce l’avevano fatta.Ma si ipotizza che a bordo alla partenza ci fossero altre 32 persone.

Trasportati in elicottero in un ospedale isolano, i due uomini e la donna superstiti i non sono ancora in grado di poter dare spiegazioni. Dopo avere trainato per ore il natante, rimorchiato fino al porto di Los Cristianos, sull’isola di Tenerife, la Croce rossa spagnola ha contato 24 corpi senza vita, tra cui due ragazzini.

Da gennaio più di 4.300 migranti e rifugiati, compresi bambini, sono arrivati sulle isole Canarie. Arrivano da Paesi come Senegal, Costa D’Avorio, Burkina Faso, Mauritania. Ed è l’unico modo per non finire nelle prigioni libiche e provare comunque a raggiungere un Paese dell’Ue, approfittando anche dell’instabilità del Sahara Occidentale, la regione contesa tra Marocco e Fronte Polisario. A causa del mare agitato in questo periodo dell’anno e delle lunghe distanze, da un minimo di 400 e fino 1.500 chilometri, spesso le barche vengono travolte dalle onde oceaniche oppure rimangono a secco di carburante o bloccate dalle frequenti avarie di motori vecchi e inadeguati. Senza acqua né cibo, esposti al sole e alle escursioni termiche, i migranti non hanno speranza di sopravvivere in caso di guasto o maltempo.

Almeno 800 persone risultano decedute o disperse nel 2021. Stime per difetto, proprio perché non di rado nessuno assiste o può documentare gli incidenti. Quest’anno le vite perdute sono già un centinaio, tra cui almeno otto bambini e sei donne.Da venerdì 23 a domenica 25 aprile le autorità spagnole hanno salvato più di 200 persone nel mare a sud delle isole.

Nel Canale di Sicilia, intanto è arrivata anche la nave umanitaria “Sea Watch 4”, dell’omonima Ong tedesca. Subito i volontari hanno assistito e documentato un respingimento di circa un centinaio di stranieri intercettati da una motovedetta libica. La scena è stata ripresa anche da bordo della Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranée che ha a bordo 236 persone e non ha ancora ricevuto l’indicazione di un porto di sbarco.

I volontari la scorsa settimana avevano individuato i cadaveri di alcuni dei 130 dispersi della strage avvenuta tra il 21 e il 22 aprile. L’equipaggio non aveva raccolto i cadaveri, in attesa che la cosiddetta guardia costiera libica intervenisse come promesso per recuperare i corpi. In realtà nessuna motovedetta è intervenuta e così alcuni dei cadaveri ancora aggrappati ai giubbetti di salvataggio vengono trascinati al largo dalla corrente e, a quanto pare, neanche l’Ong è stata in grado di issarli a bordo.

Dalla Libia si continua a partire. Nei giorni scorsi vi sono state ripetute partenze in particolare da Zawyah, dove restano attivi gli uomini del comandante Bija, recentemente rimesso in libertà e promosso al grado di maggiore della marina libica.

Sea Watch è intervenuta per soccorrere 44 persone mentre altre venivano riportate nei campi di prigionia. «Un aereo Frontex ha segnalato a tutte le navi in zona la presenza di un imbarcazione in pericolo e successivamente – spiega l’organizzazione tedesca – ha comunicato che questa era stata “soccorsa” da una motovedetta libica».

Per l’Organizzazione mondiale dei migranti (Oim) neanche in questi mesi di sbandierati “cambiamenti” in Libia sono migliorate le condizioni dei migranti. «Picchiati quando si imbarcano e trattati “peggio degli animali”. Queste orribili testimonianze sulla Libia – scrive il portavoce dell’agenzia Onu, Flavio Di Giacomo – non sono cambiate negli anni, la situazione non è migliorata. Tuttavia, molti migranti vengono rimandati lì. Oltre 6.200 sono tornati in Libia nel 2021».

Come quelli catturati ieri. «Una nave europea presente sul posto – aggiunge Di Giacomo – avrebbe potuto salvarli, invece sono stati intercettati». E con ogni probabilità, «saranno portati in centri di detenzione le cui condizioni inumane sono ampiamente documentate e ormai note a tutti».

I numeri da sapere

23.023

Migranti partiti dalle coste dell’Africa occidentale per le Canarie nel 2020.
Erano stati appena 2.687 nel 2019

7.000

I rifugiati ospitati in alberghi delle Canarie perché nell’arcipelago non ci sono centri d’accoglienza

54

Le ong spagnole che hanno firmato una denuncia per recenti violazioni dei diritti umani alle Canarie.

Avvenire

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