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Siria, Caritas: le sanzioni Usa mettono in ginocchio i cittadini più poveri

Il Direttore esecutivo di Caritas Internazionalis, Riad Sargi:”I contenitori della spazzatura nelle strade sono diventati una fonte di cibo per i più poveri”

Riad Sargi, Direttore esecutivo di Caritas Siria, ha voluto raccontare il presente da incubo inflitto, anche a causa delle misure internazionali di boicottaggio economico, alle fasce più deboli di un popolo stremato da dieci anni di guerre e violenze.

Le sanzioni economiche messe in atto contro la Siria, culminate nel “Caesar Act” dell`Amministrazione Trump, colpiscono quindi l’anima della Siria non risparmiando di certo i cittadini più vulnerabili “nel cuore della loro vita quotidiana”, tanto che “i contenitori della spazzatura nelle strade sono diventati una fonte di cibo per i più poveri”.

La catastrofe umanitaria che incombe sulla Siria è richiamata nel messaggio-appello diffuso da Caritas Internazionalis per invocare la sospensione delle misure sanzionatorie disposte con l`intento dichiarato di colpire il governo di Damasco, e che di fatto vengono sofferte sulla propria pelle dalle fasce più deboli della popolazione.

L`appello di Caritas Internationalis, lanciato in vista della quinta Conferenza dei donatori pro-Siria dell’Unione Europea in agenda per fine marzo a Bruxelles, è stato diffuso a conclusione della conferenza online “Chiesa e Caritas: 10 anni di risposta umanitaria in Siria”, a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche il Cardinale Mario Zenari, Nunzio apostolico a Damasco.

Nel suo intervento in conferenza, il Segretario generale di Caritas Internationalis, Aloysius John, ha dichiarato che l`organizzazione cattolica si unisce alle Chiese presenti in Siria nella loro richiesta di “rimuovere le sanzioni unilaterali introdotte dall’inizio della guerra; aumentare l’accesso ai servizi e all’assistenza sanitaria, compresi i vaccini contro il Covid-19 per il popolo sofferente della Siria; garantire il sostegno alle ong, in particolare alle organizzazioni basate sulla fede; giungere ad una pace negoziata, evitando lo stallo continuo che si traduce solo in sofferenze indicibili per i civili innocenti”.

Il 90 per cento della popolazione siriana è sprofondata nella povertà a causa di dieci anni di guerra, delle sanzioni internazionali, della pandemia di coronavirus e della crisi economica.
Un terzo della popolazione è fuggita dal Paese e 12,4 milioni di persone non hanno accesso garantito al cibo necessario per la sopravvivenza e al riscaldamento.

“E’ vero” ha riconosciuto nel suo intervento il Cardinale Zenari “che da alcuni mesi non cadono più bombe e razzi su varie regioni della Siria.
Tuttavia, è esplosa la terribile “bomba” della povertà“. Il Nunzio apostolico ha anche richiamato l`attenzione sul fatto che i sostegni umanitari garantiti dalle organizzazioni internazionali non potranno “continuare per sempre”.

Globalist

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