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USA – Per il governo i bambini migranti possono fare a meno del sapone e dormire per terra…

Neanche dormire per terra in celle sovraffollate violerebbe “standard igienico-sanitari” accettabili. Lo rivela Newsweek facendo scattare l’indignazione per la tesi sostenuta dall’amministrazione Trump. Per il governo Usa i bambini migranti detenuti al confine tra Stati Uniti e Messico non hanno bisogno di prodotti fondamentali per l’igiene, come per esempio sapone e spazzolini da denti. E anche dormire “a basse temperature su pavimenti di cemento in celle affollate” non contraddice l’esigenza di mantenerli in condizioni “sicure” e secondo standard sanitario-igienici accettabili.

Se non altro, come rivela il settimanale Newsweek, è quanto l’amministrazione Trump ha sostenuto questa settimana davanti ad un tribunale del nono distretto a San Francisco: davanti ai giudici federali il governo di Washington ha affermato di non aver violato la legge secondo il precedente stabilito da una class action del 1985, che decretò delle linee guida per quello che concerne le condizioni che devono essere garantite ai minori detenuti in strutture federali destinati ai migranti.

È da quel caso – Jenny Lisette Flores versus Edwin Meese – che furono formulate le regole sulla tempistica del riaffidamento dei minori ai loro parenti e sull’esigenza di mantenere i minori in strutture “sicure e igieniche”. Alcuni giorni fa l’argomento su cui si è basata la difesa del Dipartimento di Giustizia era che quelle regole non implicano automaticamente che i piccoli debbano usare “spazzolini da denti” o “asciugamani” perché si possa parlare di condizioni sicure e coerenti dal punto di vista sanitario e igienico.

Lo stesso vale per quanto riguarda il dormire per terra. “Voi seriamente state sostenendo che essere messi in grado di dormire non è una questione di un trattamento sicuro e igienico”, ha chiesto la giudice Marsha Berzon ai funzionari del dipartimento. Anche altri membri della corte hanno espresso il loro sdegno, rileva il settimanale americano: “Trovo inconcepibile che il governo sostenga che stare tutta la notte al freddo dormendo su un pavimento di cemento, con le luci sempre accese e solo una carta stagnola come lenzuolo, sia sicuro e igienico”, ha aggiunto il giudice William Fletcher.

Almeno sette bambini migranti, ricorda ancora Newsweek, sono morti mentre erano detenuti dalle autorità statunitensi sin dalla fine del 2018, da quando cioè è stata avviata la pratica di separarli dalle rispettive famiglie. A detta di John Sanders, commissario responsabile delle autorità di frontiera, la sua agenzia avrebbe bisogno di altri 4,6 milioni di dollari per prevenire ulteriori morti. Il numero esatto di bambini deceduti mentre erano in mano alle strutture del governo federale non è certo, afferma Newsweek, “a causa di una legge che non obbliga le diverse agenzie responsabile di far registrarne i casi”.

Circa 15.500 bambini e giovani migranti sono stati registrati dalle autorità messicane per la migrazione nei primi quattro mesi dell’anno, 130 al giorno. Sono queste le cifre riportate dall’Unicef che cita le ultime stime dell’Istituto Nazionale per le Migrazioni. Si tratta di un aumento di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La maggior parte dei minori provengono da Honduras, Guatemala ed El Salvador, Paesi dove il tasso di omicidi adolescenziali è tra i più alti al mondo.

Il Messico è stato per decenni un Paese di origine, di transito e di destinazione per le famiglie in fuga dalla povertà, dalla violenza delle bande, dall’estorsione e dalle minacce di morte. Da tempo anche i migranti che sono stati rimpatriati dagli Stati Uniti e questi ritorni continueranno.

www.diritti-umani.org

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