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Virus ideologico di Trump e nuovo Vietnam, stessi morti, altra sconfitta

di Ennio Remondino

I morti di covid in Usa oltre i 55 mila, a superare le vittime Usa nei 20 anni di guerra in Vietnam. Gli inganni di Trump e allarme OMS: lontani dalla fine della pandemia. Presidenza in bilico, le forzatore di Trump. Modello di sviluppo all’epilogo? Cleptocrazia e bankster

Come nel Vietnam, con Trump che nega la sconfitta
Negli Stati Uniti è ormai ecatombe, ma l’uomo della candeggina come sciroppo, propone la riapertura delle scuole prima della fine di questo anno accademico, cioè entro giugno, almeno in alcuni Stati. «Alcuni di voi potrebbero iniziare a pensare alla riapertura delle scuole», ha detto in ‘conference call’ con i governatori, secondo un audio ottenuto dal New York Times. Rivolgendosi al vice Mike Pence, il presidente ha aggiunto «Penso, Mike, che sia qualcosa che possono seriamente prendere in considerazione e forse far procedere». ‘Da prendere in considerazione’ come la cura alla candeggina del Santone arci truffatore che ora Trump rinnega?

L’Oms avverte: siamo lontani dalla fine della pandemia. Il bilancio delle vittime nel mondo potrebbe essere il 60% più alto di quanto riportato nei dati ufficiali. E’ quanto emerge da un’analisi del Financial Times condotta su 14 Paesi tra cui l’Italia.

America sul precipizio
«La pandemia mette a nudo lo scontro fondamentale fra le anime originarie e antagoniste della nazione», spiega sul Manifesto Luca Celada, vecchia firma anche Rai. Le contraddizioni dalle sue origini: «espressione politica dell’illuminismo ma anche nazione fondata da profughi adepti di religiosità fondamentalista da cui discendono una pervasiva mitopoietica biblica, il suprematismo e l’eccezionalismo». Ma oltre alla vera e propria ecatombe che sta sterminando i troppi non tutelati, peggio del Vietnam, cosa sta accadendo in quella società così complessa e diversa da noi?

Bomba economica e sociale
«Una brusca frenata delle attività – umane, commerciali, industriali – che certo produrranno, stanno già producendo, effetti che non avrebbero ottenuto anni di mobilitazione ambientalista. E l’impensabile crollo dei consumi di idrocarburi, per esempio, testimoniato dalle petroliere che incrociano i mari senza meta strapiene di greggio che strabuzza da ogni deposito, inusato e invendibile. Monumenti all’impossibilità della macchina di arrestarsi». Uno spiraglio forse, sugli effetti anche di un ipotetico nuovo modello di sviluppo? la domanda di Celada.

La calma prima della tempesta
Ripercussioni a cascata la facile previsione che Trump cerca di scongiurare ignorandole o, semplicemente nascondendole. «E quando si inceppa il mono-sistema del capitalismo finanziario, la sofferenza ricade puntualmente sui deboli, inermi e vulnerabili», ci ricorda Celada, sull’esempio della grande crisi economica 2008 che andò a colpire più gravemente le periferie estreme degli hinterland. «Non sapevamo ancora che gli effetti si sarebbero ripercossi per dieci anni ancora su economie lontane – la Grecia, l’Italia –sui vassalli mediterranei dell’ordine bancario. E quel collasso era una bazzecola rispetto a quello che accade oggi».

Il consumo e la mitica crescita perpetua
Migliaia di cantieri di immobili ancora all’opera in una città come Los Angeles, e in migliaia di città americane in boom da 10 anni, e il fiume di credito che li ha finanziati. «Prestiti predicati su vendite e affitti destinati a non arrivare mai. E quanti dei milioni di ristoranti chiusi, oltre a non riuscire più a riaprire, si troveranno schiacciati sotto i debiti contratti?».

Debito totale sulle carte di credito degli Americani, 1 trilione di dollari; quello dei prestiti studenteschi a 1,6 trilioni. Poi cambiali auto, mutui…per 13,86 trilioni, «che un numero imprecisato ma mastodontico non riuscirà a ripagare».

‘Cleptocrazia’ alla Casa Bianca

«Difficilmente saranno i bankster amici della cleptocrazia istallatasi alla Casa Bianca a farne le spese». Severo anche nel linguaggio Calada: ‘banchieri gangster’ e ‘potere ladro’ a promuovere il consumo come espressione di libertà, ‘american way of life’. Stile di vita americano già malato di diseguaglianza abissali, che ora rischia di frantumarsi. «Ora il popolo del ‘libero consumo’ presidia i palazzi di governo reclamando la riapertura nel nome di Dio e degli Stati Uniti. Brandiscono minacciosi i fucili e gridano al complotto liberal». Finanziati, dice la stampa Usa, dalla rete di estrema destra che fa capo a petrolieri come i Koch.

«Dal punto di vista del capitale la sospensione del lavoro e del consumo è un atto radicale e intollerabile».

Virus truccato da nemico ideologico
Virus cinese e quindi comunista e la pandemia truccata in un conflitto ideologico. Il ‘nemico’ (scienza compresa) dietro cui nascondere la disfunzioni del sistema. Perché Trump non è scemo, se mai è criminale. Ma ora, c’è la realtà impietosa del contagio. «L’ex superpotenza scientifica diventa focolaio mondiale e zimbello del mondo per le flebo alla varichina. La pandemia mette così a nudo lo scontro fondamentale fra le anime originarie e antagoniste della nazione».

Sepolto il trumpismo sarà America roosveltiana?
«Dopo 50 anni di politica liberista le contraddizioni del virus provocheranno un ritorno automatico alla concezione sociale rooseveltiana?». Luca Celada si interroga ed esprime speranze che Remocontro condivide. Una pausa nel modello stremato dell’espansione perpetua? Due definizioni di Celada che scegliamo di isolare, sottolineandole:

«Il riequilibrio del raziocinio rispetto al culto dell’ignoranza promosso strumentalmente dall’oligarchia rapace impadronitasi del paese».

«Nella consapevolezza che la congiunzione di Trump, virus, elezioni e depressione economica promette di essere una convulsione storica per l’America e per il mondo».

REMOCONTRO

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