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La nazionale d’Irlanda in ginocchio contro il razzismo e Orban tuona: “È una provocazione”

L’episodio durante una amichevole a Budapest: il pubblico ha fischiato e il premier di estrema destra ha rivendicato le contestazioni

Viktor Orban, premier ungherese, ha difeso strenuamente i tifosi di calcio dell’Ungheria, i quali martedì hanno fischiato la squadra irlandese mentre si inginocchiava prima di una partita di riscaldamento di Euro 2020 a Budapest, per evidenziare la questione dell’ingiustizia razziale.
“Se sei ospite in un Paese, allora comprendi la sua cultura e non provochi la gente del posto, non provochi se visiti come ospite”, ha detto oggi Orban in una conferenza stampa a Budapest. Il premier fortemente anti-immigrazione si è detto “d’accordo” con i tifosi ungheresi che hanno fischiato, e che il gesto di inginocchiarsi per protesta “non ha posto su un campo sportivo”. I tifosi, ha insistito, “hanno reagito come fanno generalmente i tifosi se provocati, non sempre scelgono il modo più elegante per farlo ma bisogna capirne la causa”.

I giocatori della Premier League in Inghilterra si sono inginocchiati prima del calcio d’inizio da quando l’afroamericano George Floyd è stato ucciso da un ufficiale di polizia bianco negli Stati Uniti l’anno scorso.
Dopo la partita di martedì, terminata con un pareggio per 0-0, il ct dell’Irlanda Stephen Kenny ha definito i fischi “incomprensibili”.

Globalist

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