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Mare grosso e pioggia, la nave dei bambini chiede l’evacuazione immediata…

I bambini della Mare Jonio

A bordo bambini e 5 donne incinte sole, vittime di stupri nelle prigioni libiche. È salita la Guardia di finanza che ha notificato il divieto di ingresso firmato da Salvini, Toninelli e Trenta.

La Mare Jonio chiede l’evacuazione immediata, questa mattina si è svegliata con una veloce visita della Guardia costiera di Lampedusa che a bordo di una motovedetta ha portato sulla nave umanitaria personale della Guardia di finanza, che ha notificato il divieto firmato dai tre ormai ex ministri Salvini-Toninelli-Trenta. Come racconta Nello Scavo, inviato dell’Avvenire a bordo della Mare Jonio, la nave dei bambini e delle famiglie viene ritenuta «non inoffensiva», perciò Mare Jonio si tiene in acque internazionali ma in condizioni proibitive a causa del mare grosso e della pioggia che ha flagellato il ponte su cui si trovano i migranti salvati al largo di Misurata. Proprio l’improvviso peggioramento delle condizioni meteo conferma che il gruppo non sarebbe potuto sopravvivere a una terza notte alla deriva.

Il primo report sanitario, che ha permesso anche di stabilire il numero definitivo dei naufraghi a bordo, è perfino peggiore di quanto non apparisse la situazione in un primo momento. A bordo ci sono 5 donne incinte, tutte senza un compagno. Le gestanti, tutte subsahariane, hanno raccontato che le gravidanze sono frutto delle continue sessioni di stupri di gruppo avvenuti nelle prigioni libiche. Racconto confermato dai rilievi del medico Donatella Albini, con una lunga esperienza in missioni umanitarie nel mondo, e che racconta di non avere mai visto condizioni simili.

«Alle ore 6 di questa mattina – si legge in una nota di Mediterranea – la Mare Jonio ha raggiunto il limite delle acque territoriali a sud di Lampedusa. Ieri sera alle 23.37 è stato notificato il decreto del Ministro dell’Interno, che ci vieta di entrare. Questa mattina, alle 7, la motovedetta CP312 della Guardia Costiera ha affiancato la Mare Jonio per fare salire a bordo due ufficiali della Guardia di Finanza, che ci hanno notificato il decreto brevi manu».

Allegando un primo report medico, l’equipaggio ha chiesto assistenza al Centro di Coordinamento Marittimo e alla Capitaneria di Porto, «per le condizioni di bordo dei 98 naufraghi, in particolare donne incinte e bambini. Alle nostre reiterate richieste di POS (Place of Safety, porto sicuro) fatte alle autorità della nostra bandiera, ancora nessuna risposta».

La notte è trascorsa relativamente in tranquillità. Sfiniti dall’inferno in Libia e dall’odissea in mare, i migranti hanno potuto finalmente riposare al sicuro. «Stiamo condividendo le informazioni su questa situazione con i nostri fratelli e sorelle a bordo: siamo tutti sulla stessa barca. Per noi – conclude la nota di Mediterranea – il salvataggio si concluderà solo quando ognuno dei naufraghi sarà a terra, curato e assistito».

www.globalist.it

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