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Gaza, donne e bambini vittime delle bombe israeliane. Anche loro “terroristi” di Hamas?

Anche l’edificio dell’Unrwa sfiorato dalle bombe era “un centro operativo” di Hamas? Ed era un “pericoloso jihadista” il dottor Ayman Abu Auf, un medico dell’ospedale di Shifa?

di Umberto De Giovannangeli

Anche quelle donne e bambini sepolti sotto le macerie della loro casa bombardata nella notte erano “terroristi di Hamas”? Anche l’edificio dell’Unrwa (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi) sfiorato dalle bombe era “un centro operativo” di Hamas? Ed era un “pericoloso jihadista” il dottor Ayman Abu Auf, un medico dell’ospedale di Shifa? A una settimana dal suo inizio, l’Operazione “Guardiano delle Mura” scatenata da Israele è diventata una sanguinosa punizione collettiva inflitta da Israele alla popolazione di Gaza.

Una settimana di sangue

Sono “i raid aerei più intensi degli ultimi sette giorni”, così al Jazeera ha descritto gli attacchi israeliani di questa notte sulla striscia di Gaza. I jet israeliani – scrive sul sito dell’emittente il corrispondente Safwat al-Kahlout – hanno effettuato 150 attacchi aerei nelle prime ore di oggi, di cui almeno 60 nella sola Gaza City. Mentre le squadre di soccorso sono ancora impegnate ad estrarre i corpi delle vittime del bombardamento della scorsa notte nella via al-Wahda di Gaza City, il ministero della Sanità di Hamas ha pubblicato un bilancio provvisorio che parla di almeno 33 morti, fra cui 12 donne e 8 bambini. I feriti sono oltre 50.

Secondo l’agenzia di stampa palestinese Maan una intera famiglia è stata uccisa dalle bombe. Tra coloro che sono rimasti uccisi, figura anche un medico dell’ospedale di Shifa, il dottor Ayman Abu Auf, stando a quanto riferito dal ministero della Salute di Gaza. Il bombardamento israeliano su Gaza City ha sfiorato l’edificio che ospita l’Agenzia dell’Onu per i Rifugiati Palestinesi (Unrwa). Lo riporta il direttore dell’ente Matthias Schmale in un tweet, “dio aiuti il popolo di #gaza – scrive in un post.
Nella nottata sono stati 130 i razzi lanciati da Gaza su Israele, compresi quelli su Tel Aviv e nel centro del Paese. Suonano le sirene nei kibbutz di Nirim e di Ein Haslosha, nel deserto del Negev. Lo riporta l’esercito israeliano (Idf), senza aggiungere ulteriori dettagli. L’esercito riferisce anche che la Striscia di Gaza dovrebbe terminare oggi le sue riserve di combustibile necessarie ad alimentare l’impianto elettrico dell’enclave palestinese.

Con lo scoppio dell’ultima escalation lunedì scorso, l’esercito di Israele ha chiuso il valico di frontiera di Kerem Shalom, attraverso cui avveniva il rifornimento di combustibile a Gaza, bloccandone il flusso e riducendo la fornitura di elettricità nella Striscia a quattro-cinque ore al giorno. “Avranno problemi nell’operatività del loro impianto elettrico perché non hanno carburante”, ha confermato il portavoce di Idf Hidai Zilberman, “questo avrà un impatto significativo sulla quantità di elettricità a Gaza”. Dall’inizio del conflitto da Gaza sono stati lanciati verso Israele 2.900 razzi, ma 450 di essi si sono rivelati difettosi e sono caduti all’interno della Striscia. Lo rende noto il portavoce militare israeliano. Le batterie Iron Dome hanno intercettato 1.150 razzi. Altri ancora sono caduti in zone aperte. Nelle ultime 24 ore, secondo il portavoce, Israele ha colpito a Gaza 90 obiettivi di Hamas e della Jihad islamica. Israele ha bombardato la casa del capo di Hamas a Gaza, Yehya L’esercito israeliano ha reso noto di avere colpito l’abitazione del capo dell’ufficio politico di Hamas nella Striscia di Gaza, Yahya Sinwar. L’esercito “ha attaccato le case di Yahya Sinwar e di suo fratello Muhammd, un attivista terrorista”, ha scritto l’esercito su Twitter, dove ha pubblicato un video che mostra una casa distrutta. L’esercito non ha specificato se al momento dell’attacco Sinwar si trovasse in casa. “Entrambi gli edifici – ha specificato l’esercito – erano utilizzati come infrastrutture militari da parte dell’organizzazione terroristica di Hamas”.

Fonti locali e residenti denunciano su twitter decine di attacchi consecutivi sulle strade principali di Gaza City, che ostacolano anche i soccorsi delle ambulanze. Dopo una tregua durata un paio d’ore, verso mezzanotte, Hamas aveva lanciato una pesante raffica di razzi da Gaza verso il centro e il sud di Israele. Secondo l’esercito israeliano negli stessi minuti un veicolo palestinese ha sfondato un checkpoint militare e ha tentato di travolgere i soldati israeliani a sud-ovest di Hebron. Un soldato israeliano ha risposto all’attentato sparando verso il veicolo. Dall’inizio degli scontri, nella Striscia di Gaza sono state uccise almeno 174 persone, in Israele 10 persone. A riferirlo è il ministero della Salute di Gaza. Ieri Israele ha distrutto un edificio di 12 piani a Gaza City che ospitava l’Associated Press e al-Jazeera.

L’esercito israeliano ha detto che l’edificio di al-Jala era un obiettivo militare legittimo, contenente gli uffici militari di Hamas, e che aveva avvisato i civili di uscire dall’edificio prima dell’attacco. L’AP ha condannato l’attacco e ha chiesto a Israele di fornire le prove: “Non abbiamo avuto alcuna indicazione che Hamas fosse nell’edificio o che fosse attivo nell’edificio”, ha dichiarato la testata giornalistica.
“Abbiamo comunicato direttamente agli israeliani che garantire la sicurezza dei giornalisti e dei media indipendenti è una responsabilità fondamentale”, ha twittato la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. Israele “fa tutto il possibile per evitare di colpire persone non coinvolte”, ha detto il premier Benjamin Netanyahu in una conversazione telefonica con il presidente Joe Biden. “La prova – ha aggiunto – è che le torri, al cui interno c’erano obiettivi terroristici, attaccate dall’esercito, sono state sgomberate dalle persone non coinvolte”. Netanyahu ha aggiornato Biden “degli sviluppi e delle azioni di Israele anche future” e lo ha ringraziato per il sostegno “incondizionato al diritto dello Stato ebraico di difendersi”.

Netanyahu ieri sera aveva confermato che le operazioni dell’esercito israeliano andranno avanti fino a quando sarà necessario Il premier israeliano ha accusato Hamas di “aver commesso un doppio crimine di guerra” prendendo di mira i civili e usando i civili palestinesi come “scudi umani”. Il primo ministro israeliano ha promesso di “continuare a rispondere con forza” ai lanci di razzi dalla Striscia di Gaza. Nel corso di un intervento televisivo, Netanyahu ha detto che i bombardamenti aerei continueranno “fintanto che è necessario” e che Israele farà il possibile per evitare vittime tra i civili. Secondo il premier israeliano “chi ha la responsabilità di questo conflitto non siamo noi, ma coloro che ci attaccano”.

Il ministro israeliano della Difesa Benny Gantz ha incontrato questa mattina Hady Amr, vice segretario aggiunto per gli affari israeliani e palestinesi dell’amministrazione Biden, in vista del consiglio di sicurezza Onu convocato per questo pomeriggio. Secondo Haaretz, “i funzionari diplomatici di stanza a Gerusalemme hanno affermato che il sostegno per l’operazione militare a Gaza è quasi esaurita” e “questa domenica può essere decisiva sul fronte diplomatico”. Ogni mediazione è complicata dal fatto che gli Stati Uniti e la maggior parte delle potenze occidentali non parlano con Hamas, considerata un’organizzazione terroristica. E il presidente dell’Anp Mahmoud Abbas esercita poca influenza su Hamas a Gaza.

C’è stata anche un’impennata di scontri mortali nella Cisgiordania occupata. Almeno 12 palestinesi sono stati uccisi dalle truppe israeliane, la maggior parte durante gli scontri. Sono anche state arrestate 890 persone.

Il Consiglio d’insicurezza

Quest’ultimo ciclo di violenza perpetua i cicli di morte, distruzione e disperazione e spinge più lontano ogni speranza di coesistenza e pace. L’Onu sta attivamente coinvolgendo tutte le parti verso un cessate il fuoco immediato”. Lo ha detto il segretario generale Antonio Guterres alla riunione del Consiglio di sicurezza su Israele e Gaza, definendo le attuali ostilità “assolutamente spaventose”. “I combattimenti devono fermarsi immediatamente. Razzi e mortai da una parte, bombardamenti aerei e di artiglieria dall’altra devono cessare – ha sottolineato mi appello a tutte le parti affinché prestino attenzione a questa richiesta”.

“Dal 10 maggio Hamas e altri militanti hanno lanciato oltre 2900 razzi in Israele con 9 morti e 250 feriti. Le forze di difesa israeliane hanno lanciato oltre 950 attacchi a Gaza, uccidendo più di 100 agenti, 181 palestinesi, inclusi 52 bambini, e ferito 1200 persone”, ha detto il norvegese Tor Wennesland, coordinatore speciale Onu per il processo di pace in Medio Oriente, alla riunione del Consiglio di sicurezza. Tor Wennesland, dopo aver riassunto i fatti sul terreno ed enumerato le statistiche sulle vittime, ha lanciato un appello alla tregua: “Le ostilità devono cessare, serve un immediato cessate il fuoco”, ha detto. “La comunità internazionale deve agire ora”, ha aggiunto, “va trovata una soluzione diplomatica”.

Il Consiglio si è già riunito in privato due volte questa settimana, ma finora non è stato in grado di concordare una dichiarazione pubblica (che deve essere adottata per consenso). La Cina, presidente di turno, ha accusato gli Usa di bloccare un appello dei quindici per allentare le tensioni a Gaza, e il ministro degli esteri di Pechino Wang Yi ha detto che gli Stati Uniti hanno bloccato una bozza del Consiglio per chiedere la cessazione delle ostilità. All’incontro a livello ministeriale partecipano il segretario generale Antonio Guterres, il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland, il ministro degli Esteri palestinese Riad al Malki, mentre per gli Usa l’ambasciatrice al Palazzo di Vetro, Linda Thomas-Greenfield.

Da New York a Bruxelles

“Alla luce dell’escalation in corso tra Israele e Palestina e l’inaccettabile numero di morti civili, convocherò un consiglio straordinario dei ministri degli Esteri della Ue in videoconferenza, martedì”. Lo ha annunciato l’Alto rappresentante Ue, per la politica estera Josep Borrell, su Twitter. “Coordineremo e discuteremo come la Ue possa contribuire al meglio a mettere fine all’attuale violenza”, ha aggiunto Borrell.

Devono cessare le violenze e tutti gli attacchi tra Israele e Palestina. I lanci di razzi vanno bloccati, sono inaccettabili. Troppi innocenti stanno perdendola vita, vittime di un conflitto che va fermato immediatamente”. Lo ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ricordando che “martedì, anche su sollecitazione dell’Italia, è stato convocato un Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea straordinario”. “L’Ue – ha sottolineato Di Maio – deve prendere una posizione chiara e unitaria e lavorare per spingere le partiva sedersi al tavolo dei negoziati. Agiamo velocemente e in maniera sinergica”.

L’appello del Pontefice

“Seguo con grandissima preoccupazione quello che sta avvenendo in Terra Santa in questi giorni, violenti scontri armati tra la Striscia di Gaza e Israele hanno preso il sopravvento e rischiano di degenerare in una spirale di morte e distruzione”. Dal balcone di Piazza San Pietro Papa Francesco ha lanciato il tradizionale messaggio domenicale del Regina Caeli. Bergoglio ha salutato i fedeli e poi ha parlato del conflitto che infiamma il Medio Oriente da giorni. “Troppi innocenti morti, anche bambini, questo è terribile e inaccettabile, la loro morte è segno che non si vuole costruire il futuro ma lo si vuole distruggere”, ha detto Francesco. Il conflitto tra israeliani e palestinesi “è una ferita grave nella fraternità tra i cittadini” Poi il pontefice ha posto una domanda retorica a favore di una riflessione: “Odio e vendetta dove porteranno? Davvero pensiamo di costruire la pace distruggendo l’altro?”. “Dio ha creato gli esseri umani uguali, allora in nome di Dio, faccio appello alla calma e, a chi ne ha responsabilità, di far cessare il frastuono delle armi e percorrere le vie della pace, anche con l’aiuto dell’unità internazionale” e dunque conclude il Papa: “Israeliani e palestinesi trovino la strada del dialogo e del perdono necessaria per una speranza comune e una convivenza tra fratelli”. “Preghiamo incessantemente”.

Ma le preghiere non fermano le bombe.

Le Nazioni Unite, l’Egitto e il Qatar starebbero negoziando una breve tregua tra israeliani e palestinesi per permettere a Gaza di rifornirsi del carburante, necessario a non rimanere senza elettricità al massimo da domani. Lo hanno riferito due diplomatici occidentali citati dal Financial Times. Secondo il quotidiano britannico, che cita un consigliere di governo, Israele sta valutando l’offerta di Hamas di una tregua “di lungo termine”. L’esercito vuole che l’organizzazione islamista consegni i corpi di due soldati uccisi; sul piatto, stando alla fonte, vi è anche il destino di due civili israeliani detenuti a Gaza. Nella riunione del gabinetto di sicurezza del governo israeliano non è stato discusso un cessate il fuoco con Hamas. Lo riferiscono i media israeliani citando una fonte diplomatica anonima.

Negli Stati Uniti in migliaia in piazza per i palestinesi

Migliaia di persone sono scese in strada negli Stati Uniti e in Canada per manifestare solidarietà al popolo palestinese. Da New York a Los Angeles, da Boston a Chicago, passando per Washington e Montreal, cortei si sono snodati per le città al grido di “Palestina libera”, “Libertà per Gaza”, “Basta apartheid”. Molti anche i manifestanti di religione ebraica critici del governo Netanyahu con i cartelli “Not in my name”.

In Italia le piazze restano deserte. E non per il coprifuoco da Covid.

Globalist

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